Funded under the National Recovery and Resilience Plan (NRRP), Mission 4 Component 2 Investment 1.3, Theme 10.
Tecnologie innovative e sostenibili per la produzione di bevande a bas...
Coordinator
Coordinator
SSICA, CRSFA, Rebus, IDIMED, ISVAM
Il progetto Tech4Bev si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del settore delle bevande a base di frutta e ortaggi, caratterizzato da una crescente domanda di prodotti salutistici, sostenibili e a ridotto contenuto zuccherino. Parallelamente, il Sud Italia dispone di un patrimonio varietale di grande valore, comprendente specie autoctone e tradizionali a rischio erosione genetica e, più recentemente, frutti tropicali come mango, papaya e passiflora, favoriti dai cambiamenti climatici.
Tuttavia, la gestione post-raccolta, la valorizzazione nutraceutica e l’adozione di tecnologie innovative rappresentavano ancora ambiti da integrare in modo sistemico. In questo scenario, il progetto ha mirato a coniugare biodiversità agricola, innovazione tecnologica ed economia circolare, sviluppando un modello integrato di filiera per la produzione di novel beverages ad alto valore nutrizionale e ambientale.
Il piano di azione è stato articolato in una prima fase di ricerca fondamentale dedicata alla selezione varietale, alla definizione del grado ottimale di maturazione e alla caratterizzazione chimico-fisica e nutraceutica delle materie prime; una seconda fase di ricerca industriale orientata alla formulazione di prototipi di bevande e alla sperimentazione di tecnologie innovative di estrazione e sanitizzazione su scala pilota; e una terza fase di sviluppo sperimentale e validazione, volta a testare la scalabilità industriale, la stabilità dei prodotti e l’accettabilità sensoriale.
Un ruolo centrale è stato svolto anche dall’analisi dei dati mediante piattaforme digitali e modelli predittivi, nonché dalla valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari per il recupero di ingredienti funzionali, in coerenza con i principi dell’economia circolare e del rispetto del principio DNSH.
I risultati raggiunti hanno evidenziato l’individuazione di specie e accessioni ad alto potenziale nutraceutico, la definizione di protocolli di raccolta ottimizzati e lo sviluppo di dodici formulazioni sperimentali di succhi freschi non pastorizzati, selezionate in base a qualità nutrizionale, stabilità e gradimento sensoriale.
Le prove su impianti pilota hanno confermato la fattibilità industriale dei processi e la stabilità chimico-fisica dei prodotti per oltre 90 giorni, con riduzione dei consumi energetici rispetto ai trattamenti tradizionali. Il progetto ha inoltre prodotto linee guida operative per il trasferimento tecnologico alle imprese, rafforzando la competitività del comparto agroalimentare meridionale e dimostrando come un approccio integrato tra ricerca, impresa e territorio possa generare innovazione sostenibile e valorizzazione della biodiversità.